Sotto la lente

I microscopi ingrandiscono dalle 30 alle 300 volte e permettono di visualizzare dettagli di alcuni oggetti; in particolare si possono vedere differenze tra le cellule vegetali ed animali.

La cellula è l’unità di base più piccola che possa essere classificata come vivente. In effetti presentano funzioni che le accomunano a tutti gli altri organismi viventi quali la capacità di crescita, riproduzione e morte programmata, di trasformazione di materia ed energia, di risposta agli stimoli esterni e di controllo sul loro ambiente interno.

Tutti gli organismi sono formati da una o più cellule. Nel primo caso si parla di organismi unicellulari, come i batteri, nel secondo caso di organismi pluricellulari, in cui rientrano i rappresentanti del regno vegetale e animale. L'uomo, per esempio, conta 100mila miliardi di cellule!

Man mano che un organismo diventa più complesso, le cellule si differenziano non solo per forma, ma anche per dimensioni e funzione. Le cellule di animali e vegetali fanno parte della famiglia delle cellule eucariotiche che, a differenza di quelle procariotiche, sono più strutturate e presentano un nucleo centrale che contiene le informazioni del DNA.

In generale, comunque, tutte le cellule hanno in comune alcuni elementi fondamentali:

- contengono al loro interno il DNA, ovvero il corredo ereditario che consente la loro riproduzione;

- sono protette da una membrana esterna, che ha la funzione di differenziarle e separarle dall’ambiente esterno;

- contengono al loro interno il citoplasma, sostanza semiliquida nel quale sono immersi vari tipi di organuli specializzati necessari alla sua sopravvivenza, quali: i ribosomi responsabili della sintesi delle proteine, il reticolo endoplasmatico e i mitocondri che svolgono funzioni metaboliche, l’apparato di Golgi che funge da ”centro raccolta e spedizione” di sostanze, il citoscheletro, da immaginare come un vero e proprio scheletro cellulare.

La differenza principale tra cellule vegetali e animali che balza subito all'occhio al microscopio riguarda le loro dimensioni: una cellula vegetale di solito è da 2 a 5 volte più grande di quella animale. La tipica cellula animale, infatti, presenta un diametro di circa 20 micrometri (1 micrometro è pari a 1 milionesimo di metro), mentre quella vegetale è molto più variabile e può andare da 50 a 100 micrometri.

A livello strutturale nelle cellule vegetali si trovano 3 elementi che quelle animali non presentano:

- la parete cellulare, strato più esterno della cellula vegetale che gli conferisce resistenza e quindi le dà la capacità di mantenere immutata la sua struttura (basti pensare che il mondo vegetale è sottoposto ai vari cambiamenti climatici, quindi questa struttura funge proprio da protezione). ;

- i cloroplasti, che contengono al loro interno la clorofilla, la sostanza che conferisce alle piante il tipico colore verde e che gioca un ruolo fondamentale nel processo di fotosintesi. Tramite la luce solare i cloroplasti sono in grado, partendo dall’anidride carbonica e dall’acqua, di sintetizzare zuccheri e quindi le sostanze nutritive necessaria alla pianta (la cellula animale non li ha perché è eterotrofa: non è in grado di sintetizzare da sola le sostanze organiche partendo da quelle inorganiche e si nutre di sostanze organiche prodotte da organismi autotrofi).

- il vacuolo centrale, una sorta di sacchetto o vescica che contiene ioni, acidi organici, zuccheri, proteine e acqua. Le sue funzioni sono proprio quelle di accumulare acqua per consentire la crescita e il funzionamento della cellula.

La cellula animale, dal canto suo, rivendica anche essa delle strutture esclusive come i lisosomi, vescicole contenenti enzimi digestivi che intervengono nei processi di digestione cellulare e di distruzione di eventuali corpi estranei penetrati nella cellula o di altri organuli difettosi della cellula stessa.

 

 

The microscope magnifies from 5 to 200 times the objects; by changing magnification you can see different details not visible to the naked eye.

Sala
Scienze della vita